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Alimentazione del cane



"Un ringraziamento di vero cuore alla dott.ssa Di Petta per il suo eccellente lavoro e la disponibilità affinchè questo articolo potesse essere a tutti divulgato"

di Gloria Di Petta - Medico Veterinario 


E’ da un po’ di tempo che medito di scrivere un articolo sull’alimentazione del cane visto che sempre più spesso mi capita di parlare con persone che non hanno la benché minima idea su cosa stanno acquistando per il loro animale. Esiste infatti la cattiva e radicata abitudine di lasciarsi influenzare, nella scelta del mangime, dalla pubblicità del prodotto “del momento” o dal consiglio di qualche amico allevatore. Il medico veterinario, troppo spesso, non viene considerato oppure viene preso in considerazione come ultima risorsa, quando oramai il danno è stato fatto e quando sono già stati commessi errori alimentari più o meno evidenti! Non so darmi una spiegazione del perché si è radicata la convinzione per la quale se quel dato mangime va bene per il cane del mio amico allora dovrà necessariamente andar bene anche per il mio! Non c’è niente di più sbagliato! Ogni cane ha un metabolismo specifico ed ogni miscela di mangime, variabile di marca in marca ed addirittura di miscela in miscela per prodotti della solita marca, viene digerita dal cane in maniera univoca e, come se non bastasse, tale meccanismo viene influenzato vari fattori tra cui l’età del soggetto, il suo metabolismo, il tipo di lavoro svolto, l’attitudine (cane da lavoro o da compagnia), la temperatura ambientale e, perché no, anche dalle specifiche caratteristiche di razza: mi riferisco soprattutto all’efficienza digestiva dei carboidrati che nel Siberian Husky non è proprio esemplare a differenza di quella dei lipidi che invece è ottimale! Non dimentichiamo infine l’importanza della conformazione della bocca che, garantendo una masticazione più o meno accurata a seconda che si tratti di un cane brachicefalo, normocefalo o dolicocefalo, permette la frammentazione del cibo in parti più o meno piccole le quali, a loro volta, subiranno l’azione degli enzimi contenuti della saliva dando così inizio al complesso processo digestivo già all’interno della cavità orale.

-SimoneG&GDeBeauvoire-
Al di là delle differenze razziali è bene precisare che, più in generale, il cane discende direttamente dal lupo e, come tale, nel corso del processo di addomesticamento non ha cambiato in maniera significativa le sue abitudini alimentari rimanendo pressoché vicino al suo antenato selvatico; il cane, proprio come il lupo, si è evoluto come carnivoro con caratteri anatomici distintivi che ne sottolineano l’adattamento ad una dieta a base di carne. Comprendere le differenze anatomiche tra carnivoro, onnivoro ed erbivoro può esserci d’aiuto per capire il motivo per cui il cane è stato classificato come tale e soprattutto per definire quale sia il tipo di alimentazione più adatta alla sua anatomia. 

Per capire i fabbisogni nutrizionali del cane è necessario soffermarci sulle differenze tra erbivori, onnivori e carnivori; mediante l’analisi delle caratteristiche anatomiche, associate con ciascun tipo di dieta, siamo quindi in grado di classificare un animale come: 

•CARNIVORO: mangiatore di carne 
•ERBIVORO: mangiatore di vegetali 
•ONNIVORO: mangiatore sia di animali che di vegetali 

Questa classificazione aiuta a comprendere per quali alimenti un animale abbia adattato il proprio apparato digerente: 

ERBIVORI (bovini, ovini): si nutrono di vegetali e non di carne. Le loro caratteristiche anatomiche sono indirizzate all’elaborazione dei carboidrati e di altri nutrienti contenuti nei vegetali ed alcuni adattamenti anatomici, comuni tra gli erbivori, confermano il loro adattamento ad una dieta a base di piante. 
1. TRATTI DIGERENTI LUNGHI fino a 10 volte la lunghezza del corpo, sono necessari a causa della relativa difficoltà con cui gli alimenti vegetali vengono scomposti. Gli erbivori possiedono visceri significativamente più lunghi e di struttura più elaborata rispetto a quella dei carnivori per poter aggredire la parte più legnosa della pianta (costituita da cellulosa). 

2. MOLARI SQUADRATI E PIATTI rappresentano una superficie ideale per pressare e triturare le piante e le sue parti più legnose (non la carne). Una mandibola con una pronunciata capacità di movimento laterale facilità la masticazione dei vegetali. 
3. ENZIMI DIGESTIVI DEI CARBOIDRATI NELLA SALIVA. L’amilasi è un enzima digestivo contenuto nella saliva che favorisce la digestione dei carboidrati. Gli erbivori masticano in modo metodico il loro cibo per lungo tempo per garantirne un’adeguata miscelazione con l’amilasi della saliva. 

ONNIVORI (suino, uomo, orso): (dal latino Omne = tutto e Vorare = divorare) si sono evoluti per un’alimentazione composta sia da vegetali che da animali. In quanto generici, gli onnivori non presentano alcun adattamento specifico nella direzione dell’alimentazione a base di sola carne o di solo piante. Le caratteristiche anatomiche comuni tra gli onnivori sono: 
1. TRATTI DIGERENTI DI MEDIA LUNGHEZZA che conferiscono la capacità di digerire sia i vegetali che le proteine animali. 
2. MOLARI PIATTI E CANINI APPUNTITI adatti sia a triturare i vegetali che dilaniare la carne. 
3. LA SALIVA CONTIENE L’ENZIMA DIGESTIVO DEI CARBOIDRATI, L’AMILASI, che è il principale responsabile della digestione degli amidi. 

CARNIVORI (lupo, cane e gatto): letteralmente significa “mangiatore di carne” ed identifica quegli animali la cui dieta è composta principalmente da carne come ad esempio il cane. Le caratteristiche anatomiche comuni tra i carnivori sono: 

1. TRATTI DIGERENTI BREVI, SEMPLICI ED ACIDI. Proteine e grassi di origine animale vengono digeriti velocemente e facilmente dai brevi apparati digerenti di cani e gatti. E’ eccezionale anche la capacità di secernere acido cloridrico. Allo scopo di facilitare la riduzione delle proteine a peptidi e la morte dei batteri che contaminano le carni in decomposizione, cani e gatti sono in grado di mantenere il proprio pH gastrico fortemente acido, sui valori intorno a 1-2 (quello umano si assesta su valori tra 4 e 5)! 
2. DENTI APPUNTITI (creati per lacerare la carne e non per triturare i vegetali). I carnivori presentano denti allungati per uccidere le prede e strapparne le carni. I loro molari sono triangolari con margini seghettati e funzionano come le lame di una forbice, conferendo all’animale la capacità di tagliare di netto brandelli di carne. 
3. LE MASCELLE SI MUOVONO IN VERTICALE. A differenza di erbivori ed onnivori che triturano il cibo masticandolo da parte a parte, le mascelle del cane lavorano in verticale per conferire un forte movimento di taglio sui molari, e per consentire all’animale di ingerire grossi bocconi di carne. 
4.SALIVA SENZA AMILASI. L’amilasi nella saliva è una caratteristica proprio di onnivori ed erbivori ma non dei carnivori. I carnivori non masticano il cibo. A differenza degli enzimi digestivi per i carboidrati, gli enzimi digestivi delle proteine non possono essere rilasciati a livello boccale in quanto potrebbero danneggiare il cavo orale (autodigestione).  Quindi i carnivori non mescolano, mediate la masticazione, il cibo con la saliva ma strappano grossi bocconi di carne e li ingoiano interi. Dal momento che l’amilasi non è presente nella saliva, il compito di produrre quest’enzima necessario per la digestione di carboidrati complessi è interamente a carico del pancras. Alimentare i cani pensando che essi siano degli onnivori porta il pancreas a lavorare più intensamente allo scopo di digerire alimenti pieni di carboidrati (invece di produrre i normali quantitativi di enzimi necessari per la digestione di proteine e grassi). 
Alla luce di quanto detto risulta chiaro come il cane sia un carnivoro, le cui caratteristiche anatomiche lo rendono adatto molto più alla digestione di proteine e grassi rispetto ai carboidrati di origine vegetale. La fisiologia digestiva del cane non differisce da quello del suo antenato e presenta gli stessi fabbisogni nutrizionali del suo cugino selvatico, il lupo, la cui dieta si basa quasi esclusivamente su proteine e grassi. I cani di oggi, di qualsiasi razza, non solo sarebbero in grado di alimentarsi come i loro antenati selvatici ma in realtà ne avrebbero bisogno per raggiungere condizioni di salute ottimali. Questo è motivabile dal fatto che la fisiologia digestiva è in realtà cambiata molto poco a seguito del processo di addomesticazione – nonostante le evidenti differenze d’aspetto esteriore.


Fonti proteiche animali: 
La proteina è l’elemento cruciale per il cane, essenziale per le funzioni vitali più importanti, tra cui la rigenerazione delle cellule, il mantenimento dei tessuti, la produzione di ormoni, di enzimi ed anche per apportare energia. Sebbene le proteine siano essenziali, non tutte le proteine funzionano allo stesso modo, in quanto la qualità delle proteine può variare enormemente in funzione della loro origine. Tre sono i fattori che 
ne influenzano la qualità: 

1. FONTE PROTEICA 
2. COMPOSIZIONE AMINOACIDICA 
3. DIGERIBILITA’ 

Fonte proteica: a causa del diverso profilo amminoacidico delle proteine animali e vegetali, le PROTEINE ANIMALI sono considerate “proteine complete” perché prontamente digeribili e contenenti aminoacidi essenziali mentre le PROTEINE VEGETALI sono considerate “proteine incomplete” in quanto mancano sia di alcuni aminoacidi essenziali che dei corretti rapporti tra di essi. 

Composizione amminoacidica: le PROTEINE ANIMALI contengono tutti gli aminoacidi essenziali in proporzioni tali da soddisfare i fabbisogni richiesti per la salute, il mantenimento e la crescita del cane. Le PROTEINE VEGETALI quali il glutine di mais, la farina di soia e gli isolati proteici vegetali non contengono tutti gli aminoacidi nelle corrette proporzioni richieste dal cane. Gli aminoacidi essenziali per il cane (quali arginina, taurina, metionina, lisina e triptofano) sono spesso mancanti nelle proteine vegetali. 

Digeribilità delle proteine: la digeribilità delle proteine è un elemento chiave per valutarne la qualità. Dopo tutto che vantaggi ci sarebbero nell’avere un alimento con le proteine della qualità più elevata se queste non fossero anche di facile digestione? Un alimento con un’elevata digeribilità proteica è quello le cui proteine possono essere più facilmente e velocemente scisse in elementi più piccoli di facile assimilazione. Per il breve apparato digerente dei carnivori le proteine vegetali sono di gran lunga meno digeribili rispetto a quelle delle carni. Le fonti proteiche animali rappresentano la miglior scelta: sono di facile digestione e contengono tutti gli aminoacidi essenziali per il loro fabbisogno giornaliero. 

Fonti lipidiche animali: 
Sebbene spesso vengano visti negativamente dalle persone attente alla salute, i grassi sono una componente essenziale per la dieta del cane. Proprio come le proteine i grassi non sono tutti uguali e differiscono in modo evidente tra loro in struttura e qualità. I cani non soffrono di problemi di colesterolo e di cuore dovuti a livelli elevati di grassi animali e non può sorprendere il fatto che, per il loro benessere, i cani necessitano di grassi di origine animale piuttosto che di quelli vegetali. 
Le due funzioni fondamentali dei grassi sono: 

1. apportare energia concentrata 
2. apportare gli acidi grassi essenziali (per esempio gli omega 3) che il cane non può sintetizzare con la propria via metabolica. 


Il grasso è una fonte energetica: è stato visto che il cane necessità di quantità relativamente elevate di grassi animali nella sua dieta (ad esempio nei cani che svolgono competizioni di sleddog di lunga distanza la percentuale di lipidi nella razione sfiora il 60%). Dal momento che i nostri cani da compagnia conducono una vita più sedentaria rispetto ai loro parenti selvatici il controllo dei livelli di grasso è importante, con un range ottimale che oscilla tra il 15 ed il 18%. Sebbene sia i grassi che i carboidrati siano fonti energetiche, questi due agiscono in modo completamente diverso nel corpo del cane: i grassi sono elementi essenziali della sua dieta, i carboidrati invece no! I carboidrati apportano energia in modo più rapido dei grassi. Nell’uomo un’elevata ingestione di carboidrati aumenta il glicogeno muscolare, che a sua volta aumenta la potenza del lavoro. Il medesimo carico di carboidrati nei cani crea un eccessivo aumento di acido lattico nei muscoli con conseguente stato di ipoglicemia, debolezza e facile affaticamento. I grassi animali sono chiaramente la scelta d’elezione per apportare energia al cane. 

Acidi grassi essenziali: sono quelli presenti nei lipidi che è necessario apportare per via alimentare. Non possono essere sintetizzati dal corpo quindi gli acidi grassi essenziali (EFA) devono provenire dal cibo. I più importanti sono “acido linoleico” ed “acido arachidonico”(Omega-6) e DHA & EPA (Omega-3). Un equilibrio adeguato tra Omega-6 e Omega-3 è importante perché questi due elementi agiscono sinergicamente. Un rapporto compreso tra 2:1 e 5:1 è generalmente considerato ideale per il cane. Sebbene la carenza di Omega-6 sia estremamente rara, la maggior parte degli alimenti per animali contiene troppi Omega-6 e troppo pochi Omega-3. 

-Fenix Bright Northern Star's-
La qualità degli Omega-3 varia in modo drammatico tra fonti animali e vegetali. Dei tre tipi di Omega-3, l’ALA (acido alfa-linolenico) deriva dalle piante, mentre DHA (acido docosaesaenoico) ed EPA (acido eicosapentaenoico) provengono dal pesce. Il cane necessita di EPA e DHA, non di ALA. L’omega-3 vegetale è l’ALA, un acido grasso a catena corta presente in soia, olio di canola e lino. L’ALA deve essere convertito in EPA e DHA per avere una qualche valenza nutrizionale nei carnivori ma dal momento che il cane non si è adattato ad elaborare questa conversione, l’ALA è considerato “inattivo” e non biologicamente appropriato per i nostri animali. Gli Omega-3 di origine animale (EPA & DHA) sono acidi grassi a lunga catena che vengono prontamente e direttamente assorbiti a livello corporeo. Naturalmente presenti in pesci quali salmoni, aringa e pesce bianco, EPA & DHA sono di gran lunga i migliori Omega-3 per il cane. 

I carboidrati?? Il meno possibile 
I carboidrati sono normalmente la prima fonte di energia disponibile per il corpo. Anche proteine e grassi apportano energia ma i carboidrati sono i primi ad essere chiamati in causa. I carboidrati quindi rappresentano una fonte energetica “economica” nell’alimentazione del cane. 

Si possono suddividere in due gruppi: 

1. SEMPLICI, o zuccheri 
2. COMPLESSI 

Carboidrati semplici: sono costituiti da singoli zuccheri o da due zuccheri legati insieme a si ritrovano in cereali quali mais, grano e riso. Gli zuccheri semplici vengono assorbiti velocemente ed entrano nel torrente circolatorio, causando quindi un rapido aumento dei livelli di glucosio ematico. Questo incremento induce un immediato aumento dei livelli di insulina e porta quindi alla conversione degli zuccheri circolanti in grassi. Teniamo presente anche che un innalzamento veloce della glicemia è normalmente seguito da un altrettanto rapido calo (dovuto all’azione del picco insulinico), con conseguenti senso di fame e debolezza. 


Carboidrati complessi: costituiti da due o più unità glucidiche legate tra loro e si ritrovano in patate, fagioli come anche in molti altri vegetali. Possono richiedere molto tempo per essere scissi nello stomaco oppure possono passare oltre indigeriti, generando feci voluminose. 

I carboidrati quindi sono o non sono appropriati per i carnivori? Cani e gatti non hanno alcun fabbisogno alimentare di carboidrati e si sono evoluti per utilizzare le proteine ed i grassi come uniche fonti energetiche. La dieta naturale non contiene pressoché alcun carboidrato ed i piccoli quantitativi di cereali, frutta e verdura predigeriti nello stomaco delle prede rappresentano una frazione minima della dieta complessiva. Gli alimenti odierni, ricchi di carboidrati, inducono a fluttuazioni di glicemia e resistenza all’insulina, considerati da molti come la causa principale di obesità, diabete ed altri problemi di salute comuni a cani e gatti. Gli alimenti secchi convenzionali per cani presentano un contenuto in carboidrati totali molto elevato, in molti casi superiore al 4050%. 
Più o meno la metà del contenuto degli alimenti secchi convenzionali per cani è costituita da zuccheri semplici non essenziali! Questo dato importante viene spesso trascurato dai consumatori in quanto non è obbligatorio dichiarare sulla confezione il tenore di carboidrati dell’alimento. E’ bene sapere che invece può essere facilmente calcolato sottraendo a 100 le quantità in percentuale dei grassi, delle proteine, delle fibre, dell’umidità e delle ceneri (o dei singoli minerali elencati per quantità). 

Un assunzione di carboidrati superiore al fabbisogno giornaliero (cosa che avviene regolarmente con gli alimenti convenzionali) predispone gli enzimi corporei ad immagazzinare i carboidrati in eccesso sotto forma di grasso corporeo. L’AAFCO (Association of American Feed Control Officialis), nella sua guida ai profili nutrizionali, evidenzia come i carboidrati non siano essenziali per il cane e come non vi sia un livello minimo richiesto per questi nutrienti. Secondo il Dr. David S.Kronfeld i carboidrati non sono necessari per i cani adulti, nemmeno per quelli che compiono intensa attività fisica, in quanto il fegato è ampiamente in grado di sintetizzare il glucosio necessario da proteine e grassi. 

A questo punto possiamo affermare che i cani di oggi non solo sono in grado di alimentarsi come i loro antenati selvatici ma, addirittura, ne hanno bisogno per raggiungere condizioni di salute ottimali. Una dieta biologicamente appropriata riproduce il medesimo equilibrio e la stessa varietà di ingredienti che verrebbero consumati allo stato selvatico, tra cui carne, ossa, grasso, visceri e materiale vegetale. Trasferito agli alimenti secchi il concetto di “biologicamente appropriato” si traduce in un prodotto che ha molte proteine, grassi moderati e pochi carboidrati, con elevate inclusioni di ingredienti di origine animale di vario tipo, lavorati il meno possibile. I cereali sono esclusi e i carboidrati sono ridotti al minimo! 

Abbiamo quindi visto che il cane è un carnivoro ma a questo punto dobbiamo aggiungere, per correttezza, che non lo è “in senso stretto”, cioè esso riesce a sopravvivere anche con una dieta da onnivoro seppur questa non rappresenti davvero la scelta migliore per la sua alimentazione

Nonostante queste affermazioni siano state condivise dalla comunità scientifica gli alimenti secchi convenzionali per il cane sembrano essere stati ideati partendo dall’assunto che l’apparato digerente del cane sia simile a quello dell’uomo, con una grande enfasi posta sul contenuto in cerali e carboidrati!! Viene spontaneo quindi chiedersi per quale motivo la scelta sia stata condotta in una simile direzione. Ripercorrere la breve storia degli alimenti commerciali ci aiuterà a capire perché la maggior parte di essi siano stati sviluppati tenendo in considerazione più la convenienza e l’economicità che non la salute dei nostri animali. 


A partire della nascita degli alimenti secchi (1860), passando per la loro diffusione di massa (1970), la maggior parte dei produttori si è concentrata sui costi e convenienza a spese della qualità nutrizionale. Questo spiega la prevalenza dei cereali a buon mercato e dei sottoprodotti che, sebbene poco adatti per la nutrizione del cane, possono essere lavorati facilmente per ottenere alimenti a basso costo e di lunga conservazione. La storia ci dimostra come i cani si siano adattati a “sopravvivere” anche con alimenti di tal genere, essendo carnivori “non stretti”, ma l’importante è avere a mente il concetto di “alimentazione ottimale” per poi fare le dovute considerazioni ed adattamenti, scegliendo quella che meglio si adatta alle esigenze del nostro amico a quattro zampe. 

Il primo alimento prodotto specificatamente per il cane fu creato nel 1860 da un elettricista americano, James Spratt, che sviluppò l’idea della “torta per cani” – fatta di grano, verdure e sangue bovino. Altre società seguirono quest’idea e così gli alimenti per cani a base di cereali cotti al forno entrarono nel mercato degli alimenti per animali, fino ad allora dominato dalle macellerie. 
Gli anni ’30 videro l’introduzione nel mercato, da parte della Gaines Food Company, di alimenti secchi a base di farine di carne. Per società quali Nabisco, Qauker e General Food l’emergente mercato del pet food ha rappresentato l’occasione giusta per trarre profitto da sottoprodotti altrimenti inutilizzabili. Venduti grazie al vantaggio principale dell’economicità questi prodotti contenevano elevate inclusioni di cereali che garantivano una più lunga shelf-life, mentre i loro carboidrati apportavano calorie a buon mercato. 
-SimoneG&GDeBeauvoire-
Negli anni ’60 si svilupparono nuovi dibattiti, i produttori affermavano che i loro prodotti erano di buona qualità in quanto impiegavano gli scarti di lavorazione dei cereali e carni altrimenti inutilizzabili per l’alimentazione umana; per quanto coscienti del fatto che le carni fresche e verdure fossero alimenti di eccellente qualità, i produttori sostenevano tuttavia che cani e gatti potevano essere nutriti in modo poco costoso con scarti industriali e comunque rimanere in salute! Le grosse industrie di lavorazione dei cereali continuavano quindi ad avere un buon mercato per i loro sottoprodotti, mentre i macelli beneficiavano di un mercato per i loro scarti di macellazione che altrimenti sarebbero stati solo un costo. 
Negli anni ’70 la convenienza era la prima argomentazione di vendita per gli alimenti confezionati per cani. Versare pezzi secchi di cibo in una ciotola era di gran lunga più veloce che cucinare e preparare in casa il pasto del proprio cane. Le società produttrici cominciarono a dichiarare che i loro prodotti erano completi, non avevano quindi bisogno di alcun aggiunta od integrazione, aggiungendo inoltre che gli scarti della cucina erano pericolosi per la salute del cane. 
Negli anni ’80 nascevano i mangimi “super-premium” che venivano descritti come più nutrienti rispetto agli altri ed in grado di offrire una gamma di prodotti specializzati per le diverse fasi di vita mentre la grande maggioranza degli alimenti “Premium” ancora impiegava la vecchia concezione: tanti cereali, tanti carboidrati, poca carne e poche proteine. 

Per fortuna negli anni ’90 i consumatori diventarono più preparati e, dopo aver realizzato l’importanza della nutrizione nella loro vita, cominciarono a leggere con attenzione sempre crescente le etichette degli alimenti per cani. Questo portò alla nascita dei cosiddetti alimenti “Olistici” ed i produttori iniziarono a mettere in risalto alcuni specifici ingredienti (come i cereali biologici) che affascinavano i consumatori, piuttosto che essere di un qualche beneficio per i loro cani. Quasi tutti gli alimenti “olistici” sono comunque costituiti per la maggior parte da cereali e carboidrati e sono tutto TRANNE che olistici se visti dal punto di vista dell’animale. 

Sebbene il mercato del pet food si evolva gli alimenti stessi continuano ad essere costituiti, in modo preponderante, da ingredienti fortemente lavorati visto che la stragrande maggioranza degli alimenti convenzionali odierni per cani ancora è costituita per lo più dal 50% di cereali e quasi altrettanti carboidrati. D’altra parte è vero anche che, dal punto di vista industriale, per poter costituire la crocchetta e fornire la struttura necessaria per tenere insieme carne e grassi, tutti gli alimenti secchi necessitano di una certa quantità di carboidrati. Considerando tutte le allergie e le malattie croniche che affliggono i nostri cani, possiamo ancora ritenere gli attuali alimenti davvero salutari? Sebbene i consumatori di oggi siano meglio informati e sempre più attenti agli ingredienti degli alimenti destinati ai loro animali, la maggior parte delle persone non è conscia del contenuto in carboidrati di questi prodotti (anche perché non è obbligatorio dichiararli in etichetta!) e cosa ben più grave non sa valutare la qualità delle proteine e dei grassi ivi contenuti. I cereali sono ampiamente considerati salutari per l’uomo e gli alimenti secchi sono sempre stati prodotti con cereali – le due principali ragioni per cui i consumatori accettano i cereali come componente della dieta del proprio animale. I cereali ci sono sempre stati quindi raramente sono stai messi in discussione. Nonostante i progressi del marketing – Premium, Superpremium, Ultrapremium, “Raccomandato dai veterinari” e alimenti 
olistici gli alimenti non sono cambiati di molto negli ultimi 40 anni. Gli alimenti convenzionali sono prodotti sempre dalle stesse compagnie e sono ancora poveri in proteine, ricchi in carboidrati e con elevate inclusioni di cereali. Come dimostra la storia i produttori creano alimenti studiati principalmente per attrarre i consumatori: questo viene realizzato abbassando i costi di produzione e proponendo la massima convenienza al cliente piuttosto che realizzando un prodotto più adatto alle esigenze del cane. 

In definitiva quindi quale è l’alimento migliore e più naturale per il nostro cane? 

Per rispondere a questa domanda riprendiamo il concetto di “alimentazione biologicamente appropriata” comprendente un’ampia varietà di carni fresche, ricca di proteine, con un moderato contenuto in grassi e povera di carboidrati. Grossi quantitativi di cereali e carboidrati NON sono certamente appropriati per il cane! Le diete biologicamente appropriate infatti sono ricche di ingredienti animali freschi che apportano proteine, grassi, carboidrati, vitamine e minerali nei giusti quantitativi e rapporti (in quanto calibrati sulle capacità digestive dell’animale). 

In forma di alimento secco un alimento ideale dovrebbe allora contenere: 

•ABBONDANZA DI PROTEINE ANIMALI grazie a formulazioni ad elevata 
concentrazione di carne. 
• ELEVATE INCLUSIONI DI DIVERSE CARNI FRESCHE da varie fonti animali. 
• BASSO TENORE DI CARBOIDRATI ed in particolare mancanza di cereali iperglicemizzanti. 
• GRASSI ESSENZIALI DI ORIGINE ANIMALE (carne e pesce) – e non vegetale. 
• FRUTTA, VERDURA ED ESSENZE BOTANICHE dalla valenza omeopatica. 
• NESSUN ECCESSO o sovraddosaggio di CALCIO E FOSFORO. 

Detto questo è bene fare le ultime considerazioni a proposito dell'etichetta presente sul sacco dei mangimi, in genere scritta in piccolo, quasi invisibile, e nella parte posteriore della confezione! Quanti di voi perdono quei 5-10 minuti a leggerla prima di acquistare un mangime piuttosto che un altro? A differenza di quanto si creda saperla interpretare è di fondamentale importanza per capire quello che si sta acquistando per il nostro amico! Voi non lo fate abitualmente per i vostri alimenti al supermercato? Fortunatamente la legislazione italiana obbliga i produttori ad allegare etichette chiare con diciture complete degli ingredienti, dichiarati per natura, quantità e composizione, in ordine decrescente, pesati in grammi, etichette davvero ben fatte, come le chiamo io le “etichette trasparenti”, grazie alle quali capisci senza ombra di dubbio la qualità del prodotto che vorresti comprare! 

L’etichetta dei mangimi al altre parole è come la “carta di identità del mangime stesso”, che ci indica in maniera univoca la bontà di quanto stiamo acquistando per il nostro cane. Grazie all’etichetta infatti possiamo decidere se quanto acquistato risponde realmente alle nostre esigenze e soprattutto ci fa evitare di pagare un mangime di bassa qualità quanto uno di fascia superiore… Non sempre infatti qualità e prezzo vanno di pari passo, anzi, molto spesso è valevole il contrario. Per quale motivo? Cosa realmente incide sul prezzo della confezione? A differenza di quanto vorremmo sentirci dire, ad esempio che la qualità delle materie prime ha il maggior peso sul prezzo finale, vi rivelo che al primo posto c’è il marketing; pensate che ci sono persone, ben pagate dalle aziende, che studiano dalla mattina alla sera il colore, la forma e il materiale con cui fabbricare la confezione del sacco di mangime che generalmente viene rinnovato di anno in anno, altre persone che studiano il nome più attraente da dargli, altre ancora che pensano a che forma dare alla confezione, se farla tutta di carta oppure plastificata, se con la chiusura a cerniera (salva freschezza) oppure con la sutura a filo di cotone (quello che si sfila con una leggera trazione) ed ancora quale immagine 
stamparvi sopra, se inserire l’immagine degli ingredienti o mettere quella di un cane “felice”, se fare una linea solo per allevatori oppure anche una per la piccola distribuzione al dettaglio; pensate poi agli stand pubblicitari nelle maggiori manifestazioni del settore, esposizioni di bellezza e gare di lavoro che siano, pensate ai gadget promozionali che vi regalano in ogni occasione, ai depliant informativi, alle penne che mostrano il logo aziendale in bella mostra, ai taccuini, alla pubblicità in televisione e sulle riviste specializzate ecc… se vi siete fatti un’idea pensate che voi pagate innanzitutto questo!! Non ho ancora parlato di importazione: è evidente che il mercato italiano è letteralmente invaso da marche straniere, in primis quelle americane e canadesi, e non pensiate che questo incida poco sul prezzo finale di vendita. E’ ovvio che, dalla produzione al dettaglio, il prezzo del sacco aumenta proporzionalmente al numero di passaggi a cui viene sottoposto. Ne consegue che un prodotto italiano, meglio se poco pubblicizzato e conosciuto, ha un costo 
nettamente più basso di un analogo prodotto concorrente americano!! La differenza qualitativa e quantitativa, tra l’uno e l’altro, sta tutto nell’etichetta…. a patto di essere in grado di leggerla e “decifrarla”. Non fatevi quindi trarre in inganno dal solo prezzo perché prezzo basso non significa necessariamente pessima qualità (in molti casi sì, purtroppo), così come cifre più alte non corrispondono necessariamente ad una miglior qualità della miscela. 

Riassumiamo adesso i fattori che incidono sul costo delle crocchette, riportandoli in ordine puramente casuale: 

1. Qualità e tipo di materie prime (occhio alle certificazioni se le materie prime sono definite biologiche e, soprattutto controllare sempre che la produzione ottemperi la normativa ISO9001 e rispetti il protocollo HACCP); quello che conta non è la quantità di proteine ma la loro origine! Se il mangime è a base di carne o pesce, le proteine saranno altamente assorbili e metabolizzabili, se invece il mangime è composto da derivati o le proteine sono di origine vegetale saranno di valore biologico più basso, meno assimilabili e quindi meno nutrienti. 
2. Spese sostenute per la ricerca di una formulazione ottimale (ci sono ditte che investono sulla ricerca sviluppando le varie formule con l’aiuto di veterinari alimentaristi e altre che invece non lo fanno; talune aziende possono addirittura limitarsi a copiare la formulazione dei mangimi di fascia superiore utilizzando per contro materie prime di più bassa qualità…); 
3. Spese di trasporto e cambio di valuta per l’acquisto, se l'alimento è prodotto all'estero (in tal caso deve essere ben specificato e riportato in etichetta!): come abbiamo già detto, a parità di qualità, un mangime prodotto in Italia costerà molto meno di uno importato dall’estero; 
4. Confezione, pubblicità, sponsorizzazioni e gadgets (anche se non è la pubblicità a fare di un buon mangime un cattivo alimento e viceversa); 
5. Resa effettiva: prendiamo due sacchi di mangime dal peso identico, supponiamo che il cibo A costi 100 e il cibo B costi 60. Il cibo B è effettivamente più conveniente del cibo A? In tal caso dobbiamo valutare non tanto il costo al Kg ma bensì il costo della singola dose. Se per il mangime A la razione di mantenimento viene indicata essere di 250 g giornalieri e quella del mangime B di 500 g, è chiaro che il mangime A, nonostante la differenza di costo iniziale, è più conveniente del B. Tra l’altro questo risulta vero soprattutto confrontando le dosi di mantenimento tra una miscela premium ed una superpremium: esse differiscono per 
la quantità di crocchette giornaliere, indicate come dose di mantenimento, suggerite dal produttore. In un premium infatti i dosaggi giornalieri indicati sono sensibilmente più alti rispetto a quelli del superpremium e questo si concretizza in un maggior volume di materiale fecale (che non è altro che la quantità di scorie inutilizzate dal cane e successivamente espulse), in altre parole con una miscela premium aumenta “lo scarto”… 
6. Tipologia di mangime, mi riferisco a quelli cosiddetti “completi”: contengono tutti i principi nutritivi necessari per soddisfare le esigenze di ogni animale, questa categoria si suddivide a sua volta in prodotti economici, prodotti Premium, prodotti Super Premium, ed inseriti in queste due ultime categorie i prodotti biologici ed i prodotti olistici. Ognuna di queste categorie ha delle caratteristiche diverse in base alla qualità degli ingredienti usati, alla quantità e alla lavorazione degli stessi. I prodotti economici, in genere hanno come 
primo ingrediente i cereali, i sottoprodotti di origine animale o vegetale e integrazioni vitaminiche sintetiche, inoltre sono conservati con antiossidanti chimici anche se ammessi dalla CEE (BHA, ecc.). I prodotti definiti Premium sono di categoria migliore rispetto quelli più economici ma non hanno ingredienti qualificati e spesso sono usati i sottoprodotti delle carni e dei vegetali. I prodotti Super Premium, invece, si identificano per la qualità del prodotto finito, le carni sono del tipo “per uso umano”, i cereali di buona qualità inoltre sono 
arricchiti con uova, lievito di birra, verdure e sono integrati da vitamine e sali minerali al fine di ottenere un ottimo alimento ben equilibrato che contenga tutti i requisiti per lo sviluppo e il mantenimento della buona salute dei nostri animali. I prodotti biologici devono riportare sulla confezione la garanzia dell’ente certificatore. Il prodotto biologico inoltre è sicuro per l’assenza di prodotti chimici (antiparassitari nei cereali), le carni sono prive di ormoni e antibiotici ma, non sempre sono ben formulati sotto il profilo nutrizionale: capita frequentemente di trovare formule di mangimi biologici la cui base è composta dai cereali 
o/e sottoprodotti di origine animale o vegetale (anche se biologici sono pur sempre sottoprodotti!). Infine è doveroso precisare, per dissipare eventuali ed inevitabili dubbi, che per la produzione dei mangimi animali si utilizzano sempre e solo carni che hanno superato la visita veterinaria per il consumo umano, ma che non vengono destinate al mercato per motivi "commerciali" (troppo grasse, troppo fibrose, troppo scure o troppo chiare...o semplicemente perché quantitativamente in eccesso rispetto alle esigenze di mercato!). 

Per quanto detto fin’ora mi soffermo ulteriormente ripetendo che, per ottenere la miglior qualità di mangime in assoluto, non è necessario acquistare quello del momento o quello più pubblicizzato, scartando a priori quello col sacchetto meno vistoso ed attraente, anzi!! Ognuno è libero di spendere i proprio soldi come meglio crede ma ricordatevi che i produttori di mangime la sanno lunga sul fatto che anche l'occhio vuole la sua parte e giocano con il consumatore disegnando confezioni dai colori e dalla grafica sempre più accattivante, aggiornandola continuamente!! Anche le scritte sulle confezioni vengono scelte da esperti del marketing che, scrivendole con caratteri sempre più particolari, mettono in risalto la presenza di questa o quella determinata sostanza: non è raro leggere "Mangime integrato con vitamina XX"; "Nuova versione arricchita con XX" oppure semplicemente “Formula migliorata, addizionata con XXX”…. Ma è possibile sapere realmente quanto e cosa è contenuto nel sacco? Per ottenere la risposta è sufficiente dare un’occhiata all’etichetta, con i tenori analitici del prodotto ivi riportati (composizione della miscela, ingredienti 
ed integrazione vitaminico-minerale). Ripeto che è buona abitudine perdere 5-10 minuti del proprio tempo per leggere interamente l’etichetta, soprattutto se il nostro cane è affetto da intolleranze alimentari di qualche tipo. Se la "facciata" del sacco o della scatoletta è il biglietto da visita del prodotto, la carta d'identità sta sul retro, è scritta in piccolo ma è un elemento fondamentale per capire che cosa realmente vi accingete a comprare. 

Cosa c’è scritto nell’etichetta? 

INGREDIENTI: sono le materie prime con cui viene prodotto l'alimento. Esse vengono indicate per categorie (es. Cereali, Carni e derivati, Sostanze minerali….), elencate in ordine decrescente, dal componente con più alta a quello con più bassa percentuale di presenza nell'alimento. 

TENORI ANALITICI: sono i valori di analisi chimica dell'alimento riportati in percentuale. Le dichiarazioni vengono espresse "sul tal quale" e non "sul secco", ovvero i valori riportati si riferiscono al prodotto intero compresa l'acqua. Con i termini "gregge, greggi, greggia, grezza" si intende il valore totale del parametro. Sulle confezioni dei mangimi per cani, siano essi umidi o secchi, devono essere riportati i valori relativi alla composizione chimica. 

INTEGRAZIONE VITAMINICO-MINERALE: è l'aggiunta di vitamine e minerali all'alimento al fine di integrare il naturale contenuto delle materie prime e di ottimizzare gli apporti all'animale. Le vitamine e i minerali solitamente dichiarati sono: Vit.A U.I., Vit.D3 U.I., Vit.E mg, Rame mg. Le dichiarazioni si riferiscono ad un kg di alimento. (U.I. = Unità Internazionali; mg = milligrammo). 

DOSAGGIO: sono le modalità di somministrazione dell'alimento, rapportate per età e peso dell’animale. 

DATA DI CONSERVAZIONE MINIMA: è la data di scadenza. E' obbligatorio indicare anche la data di produzione (esempio: prodotto 12 mesi prima della data di conservazione minima ). 

RAGIONE SOCIALE E SEDE: è l'indicazione del produttore. In caso di produttore Italiano deve essere indicato il numero di autorizzazione ministeriale della ditta produttrice. In caso di produttore estero invece è sufficiente la dizione “prodotto in CEE, per conto di….” 

INGREDIENTI 

Secondo le normative vigenti devono sempre essere riportati in ordine decrescente, più le informazioni sono dettagliate (come riportare il tipo di carne, ad esempio pollo, pesce, agnello, e non limitarsi a scrivere “carni” procedimento di lavorazione, ad esempio “fresca”, “disitradata” o “farina”, percentuale utilizzata) più si hanno garanzie. 

PROTEINE: 

Possono provenire da “Carne” o “Pesce”, meglio se viene chiaramente indicata la sua natura, ad esempio carne di Pollo, Agnello, Maiale, Cervo, Cinghiale, Salmone e non riportata genericamente come “carni e derivati” o ancor peggio “sottoprodotti di carne e derivati”. Ancor meglio quando possiamo conoscere il procedimento produttivo che ha subito ad esempio se “fresca, disidratata, omogeneizzata, farina di...” . La carne fresca, a differenza di quella disidratata ed omogeneizzata, comprende le parti più nobili dell'animale ma il suo contenuto di acqua è molto elevato e quindi alla fine del processo produttivo, seppur riportata come primo ingrediente della lista, potrebbe non essere effettivamente quello contenuto in percentuale maggiore rispetto agli altri, soprattutto se a seguire ci sono degli ingredienti indicati come “disidratati o farinati”. La dicitura da preferire è quindi quella che la riporta come “disidratata”, tipologia più utilizzata nei mangimi di alta fascia, che garantisce un'equivalente presenza di proteine , inteso come peso sul totale, dall'inizio fino alla fine del processo di lavorazione. 

Le farine di carne a loro volta, nella nostra scala di preferenza, sono quelle più scadenti in quanto contengono residui di ossa, piume e parti di scarto. La dicitura “Carni e derivati” non ci da alcuna garanzia sulla loro origine. Quali carni? Di quali animali? Di che tipo e origine? Peggio ancora se in etichetta troviamo “Sottoprodotti di origine animale”, decisamente troppo generico! Le proteine possono derivare dalle uova che sono alimenti di altissimo valore biologico ed apportano amminoacidi importanti come lisina, metionina, troptofano e vit.A, sono inoltre ricche di calcio, forforo e magnesio per un corretto sviluppo della struttura scheletrica. 

CARBOIDRATI e FIBRE: 

Primo tra tutti il Mais che apporta energia ed è ricco di acidi grassi essenziali (acido linoleico). 

Frumento: correntemente impiegato nell'alimentazione umana (pane, pasta...), è fonte di energia, fibra dietetica e ricco di vitamine del gruppo B. 

Riso, è un alimento genuino e naturale, altamente digeribile. È una fonte di amido facilmente assimilabile, ottimo per i cani nordici, con eccellente apporto di vitamina B. 

La polpa di barbabietola è una fonte di fibra, ha un potere rinfrescante, favorisce la motilità intestinale aiutando a proteggere l'intero tratto digestivo. 

Fruttoligosaccaridi (FOS) sono dei carboidrati complessi, ovvero zuccheri naturali in forma di amidi, che si trovano in piccole quantità in varie piante. Assieme ad altri oligosaccaridi di tipo amidaceo come l'inulina, i FOS sono quasi del tutto indigeribili. Sono molto apprezzati, tra i supplementi nutrizionali, per i loro effetti "prebiotici", vale a dire che essi costituiscono il nutrimento preferenziale per le varie popolazioni batteriche che compongono la nostra flora intestinale. I FOS aumentano perciò ulteriormente la capacità dei batteri amici (probiotici) di promuovere la salute del tratto gastro enterico. In combinazione con probiotici, oltre a migliorare digestione e assimilazione, aiutano a prevenire i disturbi intestinali come ad esempio costipazione, colite o diarrea. 

Patate, alimento poco utilizzato nelle diete quindi con minor potere allergizzante, è un alimento perfettamente digeribile, un carboidrato nobile, con elevato apporto di proteine ad alto valore biologico, ricche di vitamina C. Hanno anche un buon apporto di potassio e un basso contenuto di sodio. 

OLII E GRASSI: 

I grassi presenti nel pet food possono essere di origine animale (grasso di pollo, grasso di maiale, sego, olio di pesce) o di origine vegetale (olio di semi di lino, olio di mais, olio di semi di girasole, olio di germe di grano e altri). La grassatura può avvenire all’interno della crocchetta durante il procedimento di lavorazione o all’esterno con la grassatura finale del prodotto, donando alla crocchette una palatabilità maggiore e quindi maggiormente apprezzata da i nostri cani. 


Gli acidi grassi essenziali Acido Alfalinolenico (omega3) e Acido Linoleico (omega6) vanno spesso sotto il nome di EFA dall'inglese Essential Fatty Acids. Gli EFA, da precursori di prostaglandine e leucotrieni, hanno importanti funzioni tra cui la capacità di ridurre le infiammazioni. Una carenza di acidi grassi essenziali causa pelo opaco e secco, difficoltà riproduttive, problemi nella crescita, forfora, ispessimento cutaneo e dermatiti. 

Olio di mais, ha un contenuto ottimale di acidi grassi omega 6 e di acido linoleico ideale per prevenire problemi di cute secca o irritata. 

Strutto, come tutti i grassi animali, è da assumersi preferibilmente in piccole dosi, a causa dell’elevato tenore di acidi grassi saturi, che tende a far innalzare il livello di colesterolo nel sangue. È costituito per il 99% di grassi, di cui il 44% saturi. 

VITAMINE e MINERALI: descrizione a seguito 

ALTRE INTEGRAZIONI: 

Oltre ai suddetti ingredienti nei mangimi, sia in quelli per il mantenimento che in quelli più specifici, possiamo trovare ulteriori integrazioni: 

Alghe essiccate, una delle alghe più comuni nei mangimi si chiama Kelp, è ricchissima di iodio. 

Aglio (Allium Sativum), l'aglio è usato come insaporitore, vengono spesso citate le sue doti come antibatterico, fungicida e antiparassitario. La corrente di pensiero olistica sostiene che l'aglio possa servire da vermifugo naturale e che la pelle dell'animale che mangia aglio assuma un odore sgradevole a pulci, zanzare e altri insetti, a mio avviso esistono per questo scopo principi attivi più efficaci, come i comuni antiparassitari di sintesi. Nota negativa: eccessi di aglio o cipolla possono portare a forme di anemia emolitica, in special modo se ci troviamo di fronte a soggetti predisposti, le dosi di aglio presenti nei prodotti industriali sono comunque infinitesimali, essendo l'aglio usato per lo più come aromatizzante. 

Creatinina, particolarmente utile ai cani atleti, migliora la resa e riduce il rischio di lesioni muscolari. 

Agenti condroprotettori, rientrano in questo grande gruppo ingredienti listati come glucosamminoglicani, acido ialuronico, condroitinsolfato e glucosammina. Queste sostanze sono di grande aiuto per il mantenimento in salute delle articolazioni e sono particolarmente utili nei soggetti in crescita o con particolari problemi articolari, anziani o cani di grossa taglia. I mangimi di fascia alta sono integrati anche con glucosammina e/o condroitina. 

Lievito di birra, è spesso presente nei mangimi, è un ottimo integratore delle vitamine del gruppo B. 

Oltre a questi ingredienti extra possiamo trovare anche lecitina, Ginko Biloba, aceto di mele, ginseng, octosanolo, cartilagine di squalo, dimetilglicina, frutta e verdura, erbe officinali. 


TENORI ANALITICI 

Per UMIDITA’ si intende la quantità di acqua presente nell’alimento. Tale parametro varia moltissimo tra mangimi secchi e umidi in quanto nei primi tale valore si attesta tra il 9 e il 10% mentre nei mangimi umidi (scatolette) il valore oscilla tra il 65% e l’85%; tale differenza trova riscontro nella diversa tecnologia di produzione. Nelle scatolette quindi voi pagate soprattutto “l’acqua” a caro prezzo! 

Per PROTEINA GREGGIA si intende la quantità di proteina presente nell’alimento; in realtà la metodica analitica ufficiale (cioè quella di riferimento) è una metodica che stima il contenuto in azoto; tale dato, moltiplicato per un coefficiente (6,25), ci fornisce la stima del contenuto in proteina greggia di un alimento; quindi tale dato non sempre è indicativo della presenza nell’alimento di proteina “vera”. Questo dato merita particolare attenzione, in quanto il cane, essendo un animale appartenente all’ordine dei carnivori, ha una capacità molto elevata di digerire le proteine. Inoltre questo dato andrebbe analizzato unitamente al dato relativo alla presenza tra gli ingredienti (possibilmente al primo posto) di proteine di origine animale (carne, pesce, uova) in quanto proprio le proteine di origine animale sono quelle che il cane riesce a digerire e quindi utilizzare meglio rispetto a quelle di origine vegetale (cereali, soia). Tale parametro varia molto in funzione delle diverse formulazioni e rispetto alle indicazioni circa l’utilizzo del mangime (cane adulto, accrescimento, light, senior, etc.); comunque nei mangimi secchi per cani adulti il valore dovrebbe oscillare dal 20 al 26% sempre sul tal quale mentre per i mangimi secchi, per cuccioli in accrescimento tale valore varia dal 24 al 28% (max 30%). 

I GRASSI GREGGI rappresentano il dato analitico percentuale riferito alla quantità di lipidi presente nell’alimento; in questo caso la metodica ufficiale è più attendibile e quindi il dato maggiormente interpretabile. Il cane riesce ad utilizzare molto bene i grassi come fonte di energia, siano essi di origine animale (sego bovino, grasso di pollo, strutto suino, olio dei pesce) che vegetale (oli vegetali). La comunità scientifica dibatte da molto tempo circa il giusto valore percentuale dei grassi presente nelle formulazioni per cani in quanto c’è chi asserisce che un valore troppo alto possa predisporre gli animali all’obesità. In realtà il problema non è solo nella quantità di lipidi quanto piuttosto nella qualità degli stessi; infatti la presenza nella formula di oli e/o grassi di qualità permetterebbe di utilizzarne di meno in quanto l’organismo animale riuscirebbe a digerirli completamente e quindi ad utilizzare questa nobile fonte di energia con maggiore rendimento e minori sprechi, con riflessi positivi anche sulla quantità totale di mangime da somministrare. 

Il parametro CELLULOSA GREGGIA fa riferimento alla quantità di materiale indigeribile; infatti il cane, così come tutti i monogastrici, non è in grado di digerire la fibra cioè il materiale che costituisce la parete della cellula vegetale; la fibra comunque riveste un ruolo importante nella nutrizione del cane in quanto rappresenta un ottimo substrato per le fermentazioni operate dai microrganismi che abitano il canale digerente del cane oltre che essere un utile fattore anti stipsi. Le fonti di fibra presenti nella formula degli alimenti per cani vanno dai sottoprodotti della macinazione dei cereali (crusca), ai sottoprodotti dell’industria dello zucchero (polpe di barbabietola) fino ai fruttani (FOS, inulina) ed ai mannani (MOS) che svolgono anche una funzione di modulazione sull’attività fermentativa del digerente. C’è da rilevare peraltro come i mangimi secchi per cani siano più ricchi di fibra in quanto nella loro formulazione sono maggiormente impiegati i cereali rispetto ai mangimi umidi nei quali vengono impiegati maggiormente ingredienti di origine animali nei quali la fibra non è presente. Indicativamente il tenore in cellulosa greggia dei mangimi secchi per cane dovrebbe variare dall’1,8% al 2,5% per cani adulti al mantenimento e dall’1,5% al 2% per i mangimi per i cuccioli in accrescimento. 

Il tenore in CENERI GREGGE fa riferimento al contenuto totale in sostanze inorganiche (minerali) in quanto la loro determinazione analitica prevede proprio il completo incenerimento della sostanza organica. La valutazione di tale parametro merita particolare attenzione in quanto un alto contenuto in ceneri non sempre è sinonimo di maggiore integrazione minerale della formula quanto piuttosto potrebbe indicare un maggiore utilizzo di sottoprodotti della macellazione (ossa, connettivo, piume, etc.), materiale molto scadente da un punto di vista nutrizionale ma molto ricco di residuo inorganico, un buon mangime non dovrebbe contenerne più del 7%. 

INTEGRAZIONE VITAMINICO-MINERALE 

Un buon mangime deve contenere VITAMINA A responsabile dell’accrescimento osseo e muscolare in quantità di 5000 – 25.000 UI per kg di mangime. Tenete presente che la carenza di vit.A può portare a processi di desquamazione e secchezza della cute, a processi degenerativi dell’occhio e a lesioni della mucosa intestinale, mentre un suo eccesso può essere responsabile di emorragie interne, malformazioni ossee e fratture spontanee. 

Un'altra componente fondamentale dei mangimi è la VITAMINA D , ossia quella vitamina che permette l’assorbimento del calcio e del fosforo. Questa vitamina è fondamentale per un corretto accrescimento . la sua carenza può provocare rachitismo e malformazione ossea, ma lo stesso avviene anche per un suo eccesso. Una corretta quantità di vitamina D va da 500 a 1.000 UI per kg di mangime. 

Il CALCIO è un importante componente di una dieta equilibrata. Una mancanza di calcio rallenta la formazione e la crescita delle ossa e dei denti, e provoca il loro indebolimento viceversa un eccesso di calcio, nella dieta, porta alla formazione di calcoli renali. La vitamina D è necessaria all'organismo per assorbire il calcio dagli alimenti. 

Il FOSFORO è un minerale che rappresenta più dell'1% del peso corporeo. Il fosforo è indispensabile in vari processi di produzione di energia, metabolismo dei grassi, dei carboidrati e delle proteine, e stimola le contrazioni muscolari; è inoltre necessario nella mediazione intracellulare, assicura la funzionalità renale e la trasmissione degli impulsi nervosi; 

Il CALCIO ed il FOSFORO dovrebbero essere contenuti nel mangime con un rapporto il più approssimato possibile a 2:1. 

La VITAMINA E ha un effetto antiossidante sugli organi riproduttori e quindi migliora la fertilità sia maschile che femminile. La sua carenza può provocare mortalità fetale, interruzione della gravidanza, ridotte capacità riproduttive. La quantità consigliata in un mangime è di 50 – 200 UI per kg di mangime. 

Le vitamine già citate fanno parte delle cosiddette vitamine liposolubili, che hanno tra le loro caratteristiche quelle di poter essere assorbite dall’organismo e quindi di avere delle forti controindicazioni sia in caso di carenza ma anche in caso di eccesso. 


Le VITAMINE IDROSOLUBILI non hanno controindicazioni anche se somministrate in eccesso, le più conosciute sono quelle del gruppo B , la tiamina (B1), dose minima consigliata per kg di mangime = 1 ; La riboflavina (B2), dose minima consigliata per kg di mangime = 2,2 ; La niacina (B3), dose minima consigliata per kg di mangime = 11,4; La pirossidina ( B6) , dose minima consigliata per kg di mangime = 1; L’acido folico (B9) , dose minima consigliata per kg di mangime = 0,18 ; La cianocobalamina ( B12) , dose minima consigliata per kg di mangime = 22; La biotina ( B8) dose minima consigliata per kg di mangime = 0,10. 

CONSERVANTI 

I conservanti sintetici comprendono il BHA e BHT, gallato di propile, propilenglicole (impiegato anche come alternativa "meno tossica" agli antigelo industriali per auto) e trimetilchinolina. La letteratura relativa alla tossicità, ai rischi o ai problemi derivati dal consumo continuo di questi antiossidanti, spesso ingeriti quotidianamente da cani è scarsa. L'impiego di possibili agenti cancerogeni come il BHA, BHT e la trimetilchinolina vengono permessi in quantità relativamente basse. Gli effetti di questi prodotti chimici nel pet food non sono stati studiati approfonditamente, ma il loro consumo, a lungo termine, è probabilmente dannoso, ancor peggio quando non viene specificato il tipo di additivo, come nel caso della dicitura "additivi CEE", ovvero additivi perfettamente legali secondo il punto di vista comunitario ma che restano sconosciuti al consumatore. Gli antiossidanti naturali sono più costosi, più "delicati" e ne occorrono quantitativi maggiori rispetto agli analoghi artificiali ma siamo certi che non provocano effetti collaterali. Troviamo spesso impiegata la vitamina E (o tocoferolo) appartiene al gruppo delle vitamine liposolubili. Che immessa nei cibi industriali ha spesso il duplice compito di impedire l'ossidazione dei grassi presenti nel mangime e di rappresentare un integrazione vitaminica per il cane .L’ olio di rosmarino è utilizzabile come antiossidante idoneo a stabilizzare gli oli naturali, è un olio eterico ottenuto mediante distillazione a vapore acqueo dalle foglie del rosmarino ha leggere caratteristiche fungicide e conservanti. 

Tornando al discorso iniziale su come fare per “decifrare” l’etichetta è bene sapere che la legislazione e gli organismi che controllano la produzione di mangimi per cani (compresa la legislazione sulle etichette) cambiano a seconda di dove ci troviamo: negli Stati Uniti il compito spetta alla AAFCO (Association of American Feed Control Offcials) e alla FDA (Food and Drug Administration) mentre in Europa sono controllate da alcuni organismi all'interno della CEE (Direttorato Generale III -Industria e Direttorato Generale IV Agricoltura) e da organismi nazionali a loro volta collegati al Ministero dell'Agricoltura. 

I tenori analitici della miscela sono importanti ma leggere, per esempio, che un mangime contiene il 22% di proteine non significa nulla se questa percentuale non è contestualizzata con la composizione totale e soprattutto se non conosciamo il valore biologico delle proteine in oggetto, infatti non tutte le proteine (così come non tutti i carboidrati) sono uguali e loro digeribilità è direttamente proporzionale al loro valore biologico: per sottolineare l'inutilità della scelta del mangime basandosi solo sui tenori analitici il dottor Pitcairn’s riporta l'esperimento fatto da un veterinario che è riuscito, attraverso una miscela di materiali di scarto tradizionalmente considerati non commestibili, a creare una miscela dai tenori analitici di tutto rispetto! (Dr. Pitcairn's Complete Guide to Natural Health for Dogs & Cats). 

Scorrendo le scritte riportate nell’etichetta ci imbattiamo nella lista degli ingredienti, scritta sempre in piccolo, dove vengono qui elencati in ordine decrescente, cioè quello maggiormente presente nella miscela è il primo della lista e la percentuale di quelli restanti si abbassa mano a mano che scorriamo l’elenco verso la fine. Per fare un esempio riportiamo di seguito un paio di etichette: 

Etichetta 1: Ingredienti: Pollo (>24%), mais, grano, grasso animale, sorgo, orzo, farina del pollame, polpa di barbabietola, estratti di proteine del pollo, uova intere disidratate, lievito di birra in polvere, cloruro di potassio, sale, esametafosfato di sodio, olio di pesce, semi di lino, DL-metionina.


Etichetta 2: Ingredienti: Cereali, pesci e sottoprodotti dei pesci, oli e grassi (di cui olio di pesce 1.2% min.), lieviti, sostanze minerali, vitamine. Conservato con estratti ricchi in tocoferoli di origine naturale e rosmarino.

Nella prima il pollo è contenuto in percentuale maggiore rispetto al mais, che a sua volta è maggiore rispetto al grano e così via… nella seconda invece i cereali sono contenuti in percentuale maggiore rispetto al pesce ed i sottoprodotti del pesce, che a loro volta lo sono rispetto ad oli e grassi ecc… Detto questo è evidente che il primo mangime sia nettamente migliore del secondo! Sicuri? Eppure nel primo l’ingrediente principale della lista è rappresentato dal pollo e non dai cerali come invece avviene nel secondo! 

Ci sono due trucchetti che bisogna conoscere: 

1. il produttore potrebbe aver “sezionato” un singolo ingrediente facendolo comparire come secondo o terzo ingrediente della lista ma, sommando tutte le varie frazioni di alimento, esso potrebbe essere in realtà presente in percentuali molto maggiori rispetto a quanto non si creda. Se invece di scrivere "grano", per esempio, scrivo "farina di grano", "crusca di grano" etc etc il gioco è presto fatto; 
2. il peso effettivo degli ingredienti è molto variabile. La carne allo stato fresco, a causa dell'alto contenuto in acqua, è più pesante di una farina di cereali. Per questo motivo l'ingrediente in cima alla lista risulta essere la carne, quando in realtà lo stesso pezzo di carne, se fosse stato “ disidratato”, sarebbe percentualmente meno presente dei cereali e quindi riportato ben oltre il 3 o 4 elemento della lista. 

Generalmente, fatta eccezione per gli alimenti destinati a fabbisogni specifici quali i “light” o i mangimi studiati per animali con problemi di salute, è buona cosa che in cima alla lista compaia un qualsivoglia tipo di carne (possibilmente disidratata) e non i cereali. Perche? Non va scordato che il cane resta prevalentemente un carnivoro: anche se si è adattato a divenire quasi onnivoro nel corso della convivenza con l’uomo, esso continua a essere molto più simile ad un lupo che non ad un uomo (totalmente onnivoro) o ad una pecora (erbivora). Se facciamo poi riferimento alla teoria neotenica il cane non è che un cucciolo di lupo, più o meno adulto a seconda della razza di appartenenza e alla conseguente collocazione sulla scala neotenica. Rifacendosi esclusivamente alla morfologia ci sono cani molto lupini, quali il Siberian Husky, altri mediamente lupini e altri ancora che hanno conservato ben poco del lupo, come per esempio il Bulldog Inglese: anche le differenze razziali sono da considerarsi in relazione all'alimentazione. Se ogni individuo è diverso dall'altro, anche tra razza e razza esistono differenze abissali. So per esempio di un mangime di buon livello che dà risultati formidabili sui cani da caccia (braccoidi) e levrieri (graiodi), ma si è rivelato catastrofico quando provato su molossoidi. 

-Fenix Bright Northern Star's-
Da queste righe emerge come crolli il mito del mangime perfetto e "completo" che, se esiste, esiste solo sulla carta: in pratica poi i risultati vanno valutati sul proprio soggetto. Ma ora abbandoniamo questa digressione. Abbiamo detto che una fonte proteica di origine animale come primo ingrediente è un buon inizio. In linea di massima i cibi di fascia alta per costi e qualità listano la carne come primo ingrediente: quando non accade il mangime è solitamente più economico (i cereali infatti costano meno della carne). Attenzione però, cereali listati per primi non significano "cibo velenoso", ma a mio avviso cibo meno adatto a un cane, fatte salve le debite eccezioni (cibi light e dietetici). Quali sono le fonti proteiche, ovvero gli animali, destinati ad essere trasformati in crocchette? Non se ne salva nessuno: abbiamo cibi a base di carni bovine, di agnello, di pesce, di pollo, tacchino, anatra, selvaggina, struzzo e via dicendo. Agnello, selvaggina, pesce e carni "strane" compaiono spesso in alimenti etichettati come "ipoallergenici" e, data la loro ricercatezza, i mangimi a base di queste carni sono in genere più costosi degli alimenti standard. Un punto in favore del mangime è l'indicazione chiara delle carni contenute: la scritta "pollo", "tacchino" ecc. è sicuramente vincente se confrontata con la dicitura "carni e derivati" (consentita dai regolamenti CEE) e risulta essenziale nei soggetti affetti da allergie e intolleranze alimentari. 

Non tutte le carni, o meglio non tutte le proteine, sono uguali, quindi confrontiamo il valore biologico e la digeribilità di alcune di loro: il valore biologico (o indice di bilancio azotato) dipende dal tipo di aminoacidi presenti. In cima alla lista troviamo le uova che ottengono un 100, seguono le farine di pesce 92, manzo 78, latte 78, pollo 78, agnello 78, riso 75, grano 69, soia 68, lievito 63, glutine 50 circa (dati orientativi). Il valore biologico (BV) si calcola con la seguente formula (in seguito a prove di somministrazione): 

BV= [(azoto presente nel cibo -azoto presente in feci e urine) /(azoto presente in feci e urine)] x 100 

Dati presentati da un industria mangimistica che mantengo volutamente anonima indicano: pesce digeribilità 95,5%; maiale 93,9%; pollo 91,4%; agnello 87,8%; manzo 87%. Il calcolo della digeribilità (PER) (o efficacia delle proteine) viene calcolato con studi su animali vivi (in genere topi) divisi in gruppi di casi-controlli e dividendo, nel gruppo dei casi, l'aumento di peso in grammi per i grammi di proteine assunte. 

Per i prodotti esteri che non riportano la lingua italiana sull'etichetta vale seguire quanto segue: 

Il termine "meat" (carne) indica le parti di muscolo (muscolatura liscia e striata) comprensive di tendini, legamenti e grasso che si trova intorno al muscolo. 

NOTA: è senz'altro meglio scegliere un mangime che specifichi la carne utilizzata, diciture come “carne di manzo”, “carne di cavallo” eccetera sono decisamente più trasparenti e attendibili di un “carne e derivati” che in pratica non dice nulla. Una simile dicitura, seppur consentita dai regolamenti, non dice NULLA (quanta carne c'è dentro? Di che specie? Quanti sono in % i derivati?) e lascia la massima libertà al produttore. Non è infrequente che da un lotto di produzione all'altro cambino gli animali utilizzati e questo può tradursi in turbe gastroenteriche nei cani affetti da intolleranze alimentari. L'analogo per il pollame è "poultry": non può includere teste, piume, frattaglie, mentre le ossa sono consentite. Per pollame si intende pollo, tacchino e fagiano. Le masse muscolari sono ricche di acqua che viene persa durante la lavorazione: "meat" listato come primo ingrediente partendo dalla quantità fresca utilizzata si riduce a ben poco una volta disidratata e se si rifacesse il calcolo utilizzando le percentuali di ingredienti disidratate in realtà starebbe più in basso nella lista dei componenti. 


"Meat by-products" (ovvero derivati) sono le così dette frattaglie (cuore, milza, polmoni, fegato, stomaco, intestino, cervello, reni), il sangue e le ossa. Il valore nutritivo dei "derivati" dipende dal tipo di componenti se prevale la parte di frattaglie o quelle di ossa o del connettivo ma…il consumatore, dall'etichetta, non può saperlo. Parti di scarto come peli, denti, zoccoli e corna in teoria non sono presenti tra i derivati. Per quanto riguarda il pollame i "poultry by-products" (sottoprodotti di lavorazione del pollo) includono teste, zampe, fegato e reni, uova non sviluppate. Per quanto riguarda il valore nutrizionale valgono le stesse considerazioni fatte per i meat byproducts. 


I"Fish by-products" (sottoprodotti di lavorazione del pesce) sono dati da teste, code, pelle, interiora, lische e pinne. Per quanto riguarda il valore nutrizionale valgono le stesse considerazioni fatte per i meat by-products. 

"Meat meal" (carni disidratate, farina di carne)/”Poultry meal" (pollame disidratato, farina di pollame): si tratta di carne, o meglio tessuti, disidratata. L'assenza del contenuto di acqua coincide con un valore nutritivo elevato. 

Si tratta di tessuti disidratati che non comprendono stomaco, corna, zoccoli, peli, sangue, pelle per le carni e teste, zampe, interiora, piume per il pollame. Il "Fish meal" consiste in pesce pulito disidratato con o senza oli. Il pesce è un 'eccellente fonte proteica, contiene l'aminoacido essenziale lisina e il selenio, se presenti gli oli sono ricchi di acidi grassi omega 3 e omega 6. 

La scritta "meat, poultry o fish meal" in cima alla lista degli ingredienti è un ottimo indizio. 

"Meat and bone meal" (carni disidratate e farina di ossa/ farina di carne e ossa) ovvero tessuti disidratati comprensivi del tessuto osseo. Questa combinazione è ricca di calcio e fosforo ma ha un valore proteico inferiore alle semplici farine di carni-pollame prive di ossa. 

"Glandular meal" (farina di ghiandole) è una dicitura che coincide con fegato e ghiandole essiccate, ricco di proteine, ha un sapore gradito agli animali. 

Il "Fish liver e glandular meal" è dato da interiora di pesce essiccate di cui almeno il 50% costituito dal fegato. In Europa la legislazione consente che il pesce venga etichettato semplicemente come "pesce e derivati". 

"Animal digest", tessuto animale lavorato e reso liquido, è un insaporitore. 

Altre fonti di proteine animali sono latte e latticini (chiamati dalla legislazione CEE "Latte e derivati") e dalle uova ("uova e derivati"). 

Le uova sono di solito essiccate e compaiono con il nome di "eggs" o "whole eggs"; per quanto riguarda il latte possiamo trovare semplicemente "Milk", "Dry milk" (latte essiccato o in polvere), "Dried milk protein" (proteine del latte essiccato) "Cheese" (formaggio, raro), "Whey" (siero del latte) e "Casein" (caseina). 

I derivati del latte possono dare problemi in alcuni soggetti allergici o intolleranti al lattosio. 


Le “Etichette”: dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.... 

Riporto di seguito alcuni esempi di etichette di mangimi per farvi vedere a cosa prestare attenzione: 

Etichetta A: Ingredienti: Carni e Derivati – Granoturcol, Frumento, Farinetta di granoturco, Oli e Grassi, Pesci (Aringhe da pesce intero), Farina di soja, Sostanze Minerali, Ortaggi.


Etichetta B: Ingredienti: Carne di pollo disidratata, riso bianco intero, mais intero, avena intera, grasso di pollo (conservato con una miscela di tocoferoli), patate, polpa di barbabietola, pesce disidratato, uova, lievito di birra, fegato di pollo, semi di lino, olio di salmone, fosfato monosodico, glucosamina, MSM, condroitina, MannanoOliSaccaridi (MOS), FruttoOliSaccaridi (FOS), yucca, L-carnitina, beta carotene, aglio, miscela di erbe (timo, maggiorana, origano, prezzemolo e salvia), minerali e vitamine. Contiene gli speciali integratori naturali, salutari e olistici MICROHEALTH™, BIOHEALTH™ e LACTOHEALTH™.

Salterà all'occhio come la A sia molto più sintetica, con pochi ingredienti e del tutto incompleta. Non è specificato la natura della carne inoltre benchè sia riportata come primo ingrediente non è assolutamente l'ingrediente maggiormente presente sul totale. Se fate caso agli elementi seguenti infatti, grazie alla tecnica dello SLITTING, il produttore ha sezionato i cereali listandoli secondo le loro frazioni (granturco, frumento e farinetta di granoturco). Se questi 3 ingredienti fossero stati messi insieme, indicati sotto il nome generico di “cerali”, sarebbero andati in cima alla lista!! Il consumatore poco accorto cade nel tranello e, secondo quanto riportato in etichetta, è convinto di comprare un mangime che ha la carne come ingrediente! Nulla di più sbagliato! 

L'etichetta B, anche ad occhio, è molto più completa dell'altra, riporta la carne di pollo disidratata come primo ingrediente seppur anche in questo caso c'è lo splitting dei cereali (riso, mais, avena). Quanto meno gli ingredienti sono vari e per la maggior parte nobili, con proteine ad alto valore biologico. E' integrato con condroprotettori e verdure. 

Etichetta C: Ingredienti: Salmone, patate disidratate, riso macinato, proteine di salmone disidratato, grasso di pollame (conservato con tocoferoli), olio di salmone, aromi naturali, crusca di riso, polpa di barbabietola essiccata, lievito di birra, uova essiccate, estratto di Yucca Schidigera, mele essiccate, minerali, idrocloruro di Glucosamina, solfato di Condroitina, DL-metionina, L-lisina, Mannano-oligosaccaridi, Frutto-oligosaccaridi, solfato pentaidrato di rame, Niacina, pantotenato di calcio, acido folico, cloruro di Colina, biotina, vitamina A, vitamina D3, vitamina E.



Etichetta D: Ingredienti: Carne di pollo ed elementi proteici del pollo (min. 30%), riso, mais, grano, polpa di barbabietola disidratata, lievito, grasso di pollame, olio di girasole, sostanze minerali, DLmetionina, L-lisina, solfato pentaidrato di rame, vitamina A, vitamina D3, vitamina E (alfatocoferolo).


L'etichetta C mostra una lista varia di ingredienti, il Salmone (presuppongo fresco) è riportato come primo ingrediente (naturale perchè contiene una quantità maggiore di acqua), a seguire i cereali frazionati secondo lo slitting, poi abbiamo le proteine del salmone disidratato ed i grassi. Anche qui una rosa di aggiunte come vegetali, condroprotettosi, fibre, ecc. 

L'etichetta D invece è un pochino più generica perchè non è specificato il processo produttivo (penso anche in questo caso si tratti di un prodotto fresco), poi seguono i cereali ed altri ingredienti.-A differenza dell'altro in etichetta è riportato il contenuto del MAIS come cereale, da non preferire per alimentare i nostri cani. 

Etichetta E: Ingredienti: Pollo e tacchino disidratati (>24%), grano, mais, grasso animale, sorgo, orzo, polpa di barbabietola disidratata (>2.5%), estratti di proteine del pollo, uova intere disidratate, cloruro di potassio, olio di pesce, cloruro di sodio, esametafosfato di sodio, carbonato di calcio, semi di lino, fruttoligosaccaridi (0.15%).


Etichetta F: Ingredienti: Carne disidratata di pollo (min. 29%), riso (min. 28,5%), riso integrale, grasso di pollo, polpa di barbabietola essiccata, crusca di riso, semi di lino, uova in polvere, idrolisati proteici, lievito essiccato, olio di pesce, carote essiccate, polpa di pomodoro essiccata, alghe essiccate, cellulosa, fosfato bicalcico, cloruro di potassio, cloruro di sodio, glucosamina, condroitin solfato, rosmarino.

La differenza palese tra l'etichetta E ed F è la presenza del mais nella prima e la presenza di più ingredienti della seconda. La seconda riporta le uova in polvere (più leggere perchè disidratate) mentre la prima le ha “intere” inoltre nella seconda ci sono anche i condroprotettori 

Etichetta G: Ingredienti: Pollo fresco disossato, carne di pollo disidratata (a basso contenuto in ceneri), carne di tacchino disidratata, patata rossa, salmone fresco senza lisca (fonte naturale di DHA ed EPA), aringa disidratata (a basso contenuto in ceneri), patata dolce, piselli, pesce bianco fresco di lago senza lisca, lucioperca fresco senza lisca, grasso di pollo (conservato naturalmente con vitamina E e acido citrico), fegato di pollo, salmone disidratato, tacchino fresco disossato, uova intere fresche, aringa fresca senza lisca, erba medica essiccata al sole, olio di salmone, radice di cicoria, alga organica, zucca, carote, spinaci, foglie di rapa, mele, mirtilli di palude, bacche Saskatoon, ribes neri, cloruro di colina, psyllium, radice di liquirizia, radice di angelica, fieno greco, fiori di calendula, finocchio, foglia di menta piperita, fiori di camomilla, dente di leone, santoreggia, rosmarino, sale marino, integrazione vitaminica (vitamina A, vitamina D3, vitamina E, niacina, vitamina C, tiamina mononitrato, riboflavina, vitamina B5, vitamina B6, acido folico, biotina, vitamina B12), integrazione minerale (zinco proteinato, ferro proteinato, manganese proteinato, rame proteinato, selenio), estratto di fermentazione essiccato di Lactobacillus acidophilus, estratto di fermentazione essiccato di Enterococcus faecium.

Etichetta H: Ingredienti: Cinghiale fresco disossato (22%), carne di cinghiale disidratata (20%), patate, pollo fresco disossato, carne di pollo disidratata, grasso di pollo, uova intere disidratate, pesce disidratato, olio di pesce, fibra vegetale di pisello, carote essiccate, farina d’erba medica disidratata, inulina, fruttoligosaccaridi, mannanoligosaccaridi, mela disidratata (0,5%), melograno in polvere, arancia dolce disidratata, spinaci in polvere, psyllium (0,3%), ribes in polvere (0,3%), mirtilli in polvere, cloruro di sodio, lieviti di birra essiccati, radice di curcuma (0,2%), glucosamina, condroitinsolfato.

Mi sono lasciata per ultimo queste due etichette, le migliori dal punto di vista nutritivo per quanto detto fin'ora. Gli ingredienti sono di assoluto pregio, con un elevata quantità di proteine nobili, con carne fresca al primo e disidratata al secondo posto, con un ampia varietà di ingredienti, con la giusta integrazione di elementi minerali e vegetali, con condroprotettori ed aromi. Il massimo che si possa desiderare. 

Prima di concludere, e per tranquillizzarvi, vi dico che non importa andare a ricercare per forza il massimo laddove il cane non mostri particolari problemi digestivi ma sappiate che sarà necessario ricorrervi, ad ogni costo, qualora il nostro amico ne dovesse avere bisogno! Tali mangimi si trovano anche in Italia, fortunatamente esiste un'azienda italiana che li produce e li ha introdotti da poco tempo, con molto successo, sul mercato con l'obiettivo di contrastare un prodotto analogo di importazione, canadese, che ha oramai preso una fetta importante di mercato. Per non fare pubblicità spudorata evito di scrivere il nome della ditta in questo articolo ma sarò ben disposta a farvelo a voce. E' ovvio che questi mangimi costano molto di più degli altri, sono in poche parole “fuori mercato”, hanno costi quasi proibitivi ma il cane può trarne grande vantaggio perchè alimentato nella maniera fisiologica ed ottimale. Ve lo consiglio? No, come vi ho detto non mi sembra il caso di andare a ricercare un prodotto di nicchia se il vostro amico può digerire un mangime di composizione più “standard”. Perchè buttar via i soldi per niente? Provate prima un mangime ordinario, possibilmente di fascia medio alta, fate le vostre considerazioni sul cane, osservate l'appetibilità della miscela, se il vostro soggetto lo digerisce bene, fate anche caso alla quantità di feci che produce, se ha episodi di vomito, flatulenza o diarrea, osservate la qualità e lucentezza del pelo e solo in seguito fatevi due conti. In tutti i casi il cambio della dieta deve essere fatto in maniera graduale, passando lentamente da un mangime all'altro nel giro di una decina di giorni. Considerate che per una prova ben condotta sono necessari un paio di mesi, non accontentatevi dei risultati, seppur incoraggianti, ottenuti nel giro di un paio di settimane. 
Ultima cosa: siate curiosi, prendete gli opuscoli dei mangimi delle varie ditte e confrontateli tra loro, perdete un po' di tempo a confrontarli tra loro, nel giro di poco tempo diventerete esperti e scaltri nello scegliere quello più adatto al vostro amico ed alle vostre tasche! 

Gloria Di Petta
Medico Veterinario


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno,
sono una studentessa di veterinaria e vorrei complimentarmi per l'articolo che ho trovato molto interessante.
Mi piacerebbe approfondire l'argomento alimentazione, ma non riesco a trovare dei manuali, oppure anche del materiale su internet che ne parlino in maniera esaustiva.
Saprebbe consigliarmene qualcuno?
complimenti ancora e grazie per le utili informazioni.

Anonimo ha detto...

complimenti per l'articolo, molto approfondito. Vi sono alcuni punti che non condivido e molti altri di cui non si è parlato(il rapporto calcio/fosforo più vicino possibile 2:1 è inesatto (vedere gli studi riportati dalla fediaf ad es) ed altri importanti di cui non si parla (per es. i mangimi più costosi isneriscono i minerali proteinati (i cosiddetti chelati); la vit e può essere anche in dosi di 500 ui etc etc; proteine normali e proteine idrolizzate; scrsa biodisponibilità delle vitamine sintetiche; sostanze messe per pubblicità (pensiamo ai condroprotettori) in quanto la loro quantità è troppo esigua (un mangime con 84mg di condroitina per kg a che mi serve?); differenza tra glucosamina solfato e glucosamina hci ? e soprattutto l'importanza dei singoli aminoacidi; in che quantità minima devono essere ? come interagiscono tra loro i diversi ingredienti ? ad es riso integrale e agnello diminuiscono la taurina (scarsa biodisponibilità di aminoacidi solforati nell'agnello e la crusca di riso aumenta le perdite fecali di tale aminoacido); quantità minime di fos e mos ? nonchè la differenza tra un alimento monoproteico ed uno a più fonti proteiche ? qual'è da preferire ? è necessario ruotare ? esistono alimenti anallergici ? il salmone è ricco di omega 3? (no, ne esistono 5 varietà diverse ed una ne è quasi priva; senza contare che se è di allevamento ed è alimentato con i mangimi industriali, sarà molto più povero); gli oli devono essere filtrati dalle impurità ? quelli vegetali, è uguale se sono prodotti meccanicamente o se sono raffinati ? è megli ol'alimentazione industriale o quella casalinga ? al cane vanno lavati i denti o è solo una trovata comemrciale ? l'EM differente (un mangime da 3500 e uno da 4200) che impatti avrà sul mio cane ? che quantità di sale deve avere il mio cibo ? e i minerali (rame, zinco,cromo,magnesio etc) ? e come interagiscono tra loro (ad es. il rame compete con lo zinco, per cui più zinco ci sarà minor rame verrà assorbito a livello epatico); cos'è la tolleranza orale e perchè è fondamentale per un cucciolo ? quali sono i pericoli dell'ipernutrizione ? un cane di grossa taglia di quanto calcio/fosforo ha bisogno? un cane anziano di che tipo di mangime necessita? come si calcola da soli la dose di mangime adatto al proprio cane ? che impatto può avere un mangime troppo 'carico' sul mio cane ? che sostanze mettono le aziende per compattare le feci e far vedere che il cane non le fa molle (argilla,silice,carbonato di calcio); che impatto ha l'olio di mais sui cani da fiuto ? che ruolo ha il digiuno nel cane ?
che ruolo ha il movimento nel cane con problemi di stitichezza o di diarrea ? cos'è la fibra fermentescibile ? che differenza c'è tra un processo di cottura a freddo ed uno normale ? le ceneri acide possono sciogliere i calcoli nel sangue ? che differenza c'è tra il cardo mariano e l'estratto titolato di cardo mariano ?
quanti pasti conviene far fare al cane ? e ad un cane con problemi epatici ?
come influisce il mangime sui problemi di pelle ? il carbonato di calcio lega il fosforo ?
cosa sono i neuclotidi e perchè sono importanti nel mangime ? e le poliamine ?
queste e molte altre domande necessitano di risposta per alimentare correttamente il nostro cane, ma mi rendo conto che non è un discorso per tutti...

Antonio Battuello ha detto...

Sicuramente delle domande interessanti, ma sarebbe molto più interessante aiutare nella comprensione con delle risposte. L'argomento è sicuramente di vivo interesse!!!

Anonimo ha detto...

Non mi trovo molto a mio agio a scrivere in questo riquadro; comunque ci provo. Inizio saltando il rapporto calcio/fosforo e il ruolo della vitamina d3, per questioni di tempo ed inizio col parlare dei chelati. Iniziamo col dire che le vitamine e i minerali che sono nell'etichetta nutrizionale spesso non sono nel mangime; nel senso che vengono distrutti col calore di estrusione,o sono poco biodisponibili perchè messi in una forma poco assimilabile (è il caso ad es di rame e ferro che a volte sono sotto forma di sali e come tali non vengono ben assimilati), ma è il caso anche delle vitamine artificiali usate al posto di quelle naturali(solo della E ne esistono otto forme, di cui la più biodisponibile è la d-alpha-tocoferolo); senza contare che l'eccesso di un minerale può determinare la diminuzione di un altro (ad es rame e zinco sono in concorrenza tra loro, e in diete epatiche dove il rame non viene assorbito a causa dell'epatopatia, si usa aumentare lo zinco) oppure la vit E che è un antiossidante, diminuisce con l'aumentare dei grassi polinsaturi, oppure il salmone (ne esistono 5 specie, di cui una quasi priva di omega3; quello selvaggio rosso del pacifico se non ricordo male è il più ricco) è di allevamento ed è alimentato con mangime industriale per cui è povero di omega 3... oppure tanto calcio aumenta il fabbisogno di zinco etc etc
Insomma a causa di vari fattori spesso capita che i minerali e le vitamine siano presenti solo sulla carta, e nel nostro cane siano assorbite in maniera molto minore.
Il carbonato di calcio lega il fosforo e ne diminuisce la quantità; agnello e riso diminuiscono la taurina a causa della scarsa disponibilità di aminoacidi solforati nell'agnello e di un aumento delle perdite fecali dovute alla crusca di riso (vedere le linee guida fediaf).
Lasciamo stare poi il discorso delle proteine vegetali o delle farine in cui ci sono anche le piume (20% di proteine ma non biodisponibili) quello che mi interessa mettere in luce è che non tutti i minerali sono uguali e il fatto che sull'etichetta c'è scritta una qtà non significa che poi effettivamente questa finisca nel nostro cane;
Esistono ad es. i cosiddetti chelati, che sono più costosi e quindi usati nei mangimi meno economoci.
Cito da un sito:
"Perché la maggior parte dei minerali passi attraverso il tratto intestinale ed entri nelle cellule, i minerali debbono essere legati a un'altra sostanza che è in grado di trasportarli con successo. Questo legame si chiama "chelazione", dalla parola greca che significa afferrare . La chelazione permette infatti agli ioni minerali di transitare nel tratto gastrointestinale indenni per essere assimilati correttamente nell'intestino. La sostanza che lega i minerali varia a seconda del minerale, ma include aspartati, picolinati e citrati. Uno dei legami di maggiore successo è quello con gli aminoacidi. Con la chelazione secondo il processo Albion, si forma un legame completo tra l'aminoacido e il minerale e il risultato è il massimo assorbimento, senz'altro molto superiore a quello di molti minerali presenti in natura in forma gluconata o carbonata".
le ricerche nel campo dei chelati sono molte, basta leggersi gli studi in inglese; ad es. si è visto che una dieta con determinati livelli di rame, zinco e manganese in forma di chelati unita a ossidi e solfati degli stessi minerali ha portato ad un incremento del potenziale di 1.3 cuccioli per cagna. E' stato anche dimostrato un rafforzamento osseo delle zampe. Ovviamente non fanno miracoli, ma sono un buon indizio, quando leggiamo un'etichetta nutrizionale, perchè non essendo economici in genere sono nei mangimi che più badano alla qualità. Ma le cose da vedere sono molte altre...

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